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Una sana respirazione per vivere sani

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imparare a respirare bene è un modo per non invecchiare
Fa un regalo a tutti i tuoi contatti: condividi con loro le regole per star bene.

Impariamo a respirare

Tratto da “Vivere Sani fino a 100 anni” del Dr. Roberto Antonio Bianchi.

La respirazione è il nostro bisogno primario, la funzione fondamentale alla base della vita.
Respirare bene vuol dire mantenersi in perfetta salute.
L’essere umano può sopravvivere senza mangiare fino a 40 giorni e oltre, senza bere fino a 6 giorni; ma senza respirare è possibile resistere non più di 10 minuti!
È dall’attività ritmica di cuore e polmoni che si mantiene la vita, dalla nascita fino alla morte. Quindi possiamo affermare che, insieme al battito cardiaco, il respiro è il simbolo del ritmo e del flusso esistenziale.

Il respiro: unione e condivisione

Attraverso la respirazione accade qualcosa di meraviglioso.
Ognuno di noi respira esattamente ciò che anche gli altri respirano. È una vera e propria condivisione.
A questo proposito occorre fare alcune precisazioni, in particolare riguardo ai nostri contatti con gli altri.

Spesso le persone sono ossessionate dall‘igiene. Ma l’eccesso di igiene può essere dannoso e produrre patologie importanti, come le allergie.

Alcuni studi hanno dimostrato che la diffusione delle allergie respiratorie e dell’asma nei bambini deriva della carenza dei linfociti T1 (data da uno scarso “allenamento” ai germi per eccesso di igiene) e dalla preponderanza dei linfociti T2, quelli preposti alla reazione allergica, iperstimolati dall’abuso di antibiotici, allergeni ambientali e vaccini.

Questo non significa certo negare l’importanza dell’igiene; le infezioni e le malattie provocate da misure igieniche insufficienti possono essere anche molto gravi. Però nessuno parla mai dei vantaggi che derivano dal toccarsi, massaggiarsi, baciarsi ecc.. tutti gesti che rafforzano il sistema immunitario. Condividere i ceppi batterici comuni (come avviene all’interno di una famiglia, ove ad esempio prevalgono determinati isotipi di Escherichia coli, un comune batterio saprolita intestinale), tiene allenata la difesa immunitaria e consente di ottenere la cosiddetta herd immunity o “immunità di branco”.

Quindi, noi tutti condividiamo la stessa aria, un modo meraviglioso per rinforzare le nostre difese e sentirci un tutt’uno con gli altri esseri umani, gli animali e le piante.

Effetti fisiologici di una respirazione corretta

Respirare bene è una delle abitudini più importanti da sviluppare nella vita per mantenersi sani. È fondamentale fare dei respiri lenti, profondi e tranquilli.
Una buona respirazione alcalinizza il sangue, attiva il cuore, drena la linfa dai tessuti, rilassa i nervi, tonifica l’addome e gli organi viscerali, abbassa la pressione sanguigna, migliora le prestazioni mentali e sportive e rafforza il sistema immunitario. Inoltre agisce sull’equilibrio acido-base poiché, eliminando l’anidride carbonica dall’acido carbonico, aumentano i bicarbonati basici; quindi si incrementa la riserva alcalina e vengono tamponati gli acidi presenti nei tessuti, che favoriscono l’invecchiamento.

La respirazione è la terapia primaria contro i disturbi e le problematiche più comuni, come il mal di stomaco, il mal di pancia e persino la cellulite! Ed è completamente gratuita. È la pratica curativa che presenta in assoluto il massimo rapporto costi-benefìci.

Respirare bene ci dona felicità e longevità. Ossigenare il corpo e il cervello produce buonumore (tramite l’alcalinizzazione del sangue), mentre la mancanza di ossigeno causa acidosi, rabbia e tensione. Abituatevi a respirare correttamente in qualunque momento: al lavoro, quando leggete o studiate, mentre fate shopping, durante la preghiera o la meditazione, al risveglio e al momento di coricarvi. Cercate di ascoltare il battito del vostro cuore.

Impariamo a respirare

Lo sappiamo, la respirazione consta essenzialmente di due fasi: inspirazione ed espirazione.

Inspirare significa ricevere ossigeno (vedi anche Ossigeno e circolazione sanguigna).
Espirare equivale invece a eliminare anidride carbonica (CO2), tossine, negatività fisiche e psichiche. Significa purificarsi, depurarsi, lasciar andare lo stress, le difficoltà e i problemi quotidiani.

Proviamo ora un esercizio: forza, tutti in piedi!
La respirazione può essere di tre tipi:

  • diaframmatica (bassa),
  • toracica (media)
  • clavicolare (alta).

La respirazione completa è quella che le associa tutte e tre.

Proviamo innanzitutto a esercitarci solo con la respirazione bassa; mentre inspiriamo dilatiamo l’addome (appoggiate una mano sulla pancia, dovete sentire che si gonfia come un palloncino). Eseguiamo gli esercizi inspirando con il naso ed espirando con la bocca.

1.  Respirazione bassa: la respirazione parte dal basso attraverso l’addome (basi polmonari); dilatiamo l’addome inspirando bene; poi espiriamo con calma.

2. Respirazione media: appoggiamo la mano sul cuore e sentiamo le costole che si dilatano verso l’esterno (respirazione media toracica); inspiriamo, espiriamo. Dilatiamo bene tutta la cassa toracica.

3. Respirazione alta: l‘ultima area preposta alla respirazione è quella clavicolare o claveare, la parte più piccola del polmone (immaginatela come la cupola dell’abside di una chiesa). Appoggiamo due dita appena sotto la clavicola, in corrispondenza della seconda e terza costola e inspiriamo verso l‘alto; quindi espiriamo.

Respirazione completa

La respirazione completa è la somma delle tre precedenti.
Immaginate una bottiglia che si riempie d‘acqua, dal basso verso l’alto fino al collo, e poi si svuota dal collo in giù. Proviamo a riempire completamente i polmoni partendo dal basso: inspiriamo, dilatiamo l‘addome, quindi apriamo bene la cassa toracica e poi la zona clavicolare. L’espirazione avverrà in senso inverso, dall‘alto verso il basso.

Durante la respirazione, normalmente sfruttiamo soltanto 500 cc  di polmone, l’equivalente di 500 ml o mezzo litro d’aria (il respiro normale viene definito volume corrente o riposo del respiro) mentre invece potremmo utilizzarne 5000 cc (capacità vitale)!

Ciò significa che di solito utilizziamo i nostri polmoni soltanto per un decimo della loro effettiva capacità e, di conseguenza, anche della nostra potenziale vitalità. Dopo aver provato la respirazione completa, come vi sentite? Ossigenati e accaldati? Vi gira un po’ la testa? È una reazione normale in chi non è abituato a utilizzare correttamente i polmoni, perchè iperventilare produce alcalosi respiratoria e se vi sono troppi acidi accumulati ci si può sentire come frastornati.

Bisogna imparare a respirare gradualmente; se vi gira la testa significa che dovrete eseguire questi esercizi più spesso e con regolarità.

Eseguire gli esercizi respiratori è particolarmente utile in caso di stress, quando si deve affrontare un esame, una difficoltà, un problema familiare o un impegno importante. In tutti questi casi dedicate dieci minuti alla respirazione completa.

Pasti… di respiro

Perché non dedicare di tanto in tanto del tempo a un bel “pasto di respiro” eseguendo le seguenti tecniche? Ecco un consiglio:

1) Come antipasto eseguite la respirazione completa.

2) Fate seguire un primo piatto costituito dalla respirazione continua (alla base del Rebirthing*). Si esegue con perfetta regolarità inspirando ed espirando dal naso, senza scatti e senza pause; è un respiro circolare in cui inspirazione ed espirazione hanno ritmo e durata uguali. Questo tipo di respirazione è indicato per quando siamo stressati e in acidosi perché è molto alcalinizzante. La si consiglia alle donne che stanno per partorire, a chi si è appena sottoposto a un’attività sportiva intensa e a tutti coloro che devono affrontare situazioni di forte stress.

In tutti questi casi, eseguite questo tipo di respirazione e beneficerete di una ossigenazione immediata. È controindicata per i cardiopatici gravi.

*Rebirthing: Letteralmente “rinascita”; terapia e metodo di crescita personale basato sulla respirazione circolare, utilizzata per far riemergere ricordi legati alla nascita e rivivere blocchi emotivi ed energetici, permettendo così la loro rimozione.

3) Il respiro “australiano” costituisce il secondo piatto di questo nostro “pasto”. Potete eseguirlo facilmente anche da soli. E’ la tecnica degli aborigeni australiani: due inspirazioni piuttosto rapide con il naso e una espirazione a bocca aperta, rapida e decisa. Si tratta di una efficacissima super-ossigenazione, contrae il diaframma e massaggia tutti i muscoli addominali.

4) Eccoci arrivati al dolce: la respirazione precedente può essere eseguita anche in movimento, camminando e battendo forte i piedi.

Ginnastica respiratoria e ruolo del diaframma

Secondo la medicina classica occidentale, respirare è sia una forma di ginnastica sia una terapia. È una ginnastica poiché utilizza una ventina di muscoli: gli intercostali, il grande e piccolo pettorale, il trapezio, Io sterno-cleidomastoideo e altri ancora. Ma il più importante e prezioso di essi è il diaframma, il nostro organo respiratorio.

Oltre a essere il muscolo più grande e potente del nostro corpo, il diaframma è anche una sorta di cupola (per la sua forma), un mediatore (tra la pressione addominale e quella toracica) e una porta d’ingresso (verso esofago, aorta, nervi e vasi linfatici). Esso divide il corpo in due parti: sopradiaframmatica e sottodiaframmatica.

Il diaframma massaggia gli organi sottostanti, in primis lo stomaco, il pancreas e l’intestino (sia il tenue sia il colon trasverso).
Ma particolarmente importante è l’azione che esso svolge sulla milza e sul fegato, due organi fondamentali nella depurazione del sangue, nella sintesi proteica e nella produzione del plasma.
Il diaframma tonifica, attiva, depura e letteralmente “spreme” il fegato.
Infatti, il fegato e un organo spugnoso imbevuto di sangue che circola liberamente in piccole caverne. Per questo diciamo che il diaframma “massaggia” e “spreme” la spugna epatica, esattamente come noi strizziamo una spugna intrisa d’acqua.
Ciò che ne consegue è un effetto detossificante. Inoltre, il diaframma “stira” i polmoni verso il basso e attraverso il nervo vago rilassa il cuore, rallentandone i battiti.
Abbassando la pressione intratoracica, il diaframma funge da ventosa dell’addome, quindi assorbe e mobilita la linfa che proviene dall’addome stesso (cisterna di Pecquet) e dalle gambe.
Poiché la linfa contiene tutti i cataboliti, i “rifiuti” del metabolismo, il diaframma è un naturale ripulitore delle tossine, la “spazzatura” del corpo.
Ciò dimostra l’estrema funzionalità del sistema-corpo.
Lo possiamo verificare percependo il senso di leggerezza e pulizia che si prova dopo 15-20 minuti di respirazione regolare e profonda.
Provare per credere!

Tratto da “Vivere Sani fino a 100 anni” del Dr. Roberto Antonio Bianchi.

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