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Perchè è consigliabile non mangiare alimenti transgenici?

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Cosa sono gli alimenti transgenici e perchè è consigliabile non mangiarne?
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Evitiamo gli OGM per la nostra salute

Gli alimenti transgenici sono alimenti modificati geneticamente per essere più resistenti alle malattie, più rapidi nella crescita, più grandi nelle dimensioni, più adattabili alle diverse condizioni ambientali, meno deperibili rispetto agli alimenti naturali.

Tra i primi cibi a essere modificati geneticamente vi furono i pomodori: la loro prima manipolazione risale al 1994, in Inghilterra e negli Stati Uniti. I pomodori transgenici rimangono inalterati per circa due settimane, poiché in essi viene disattivato il gene della maturazione. La modificazione degli alimenti avviene nelle cellule in cui è contenuto il patrimonio genetico, il quale definisce tutte quante le caratteristiche fisico-chimiche e che è organizzato nella struttura del DNA.

Attraverso tecniche di ingegneria genetica vengono modificate le informazioni contenute nelle cellule dell’alimento inserendo frammenti del codice genetico di altri organismi, in modo da creare un prodotto con le apparenti caratteristiche originali, ma con requisiti nuovi. Facciamo alcuni esempi.
Nel mais transgenico sono stati inseriti geni presi dalle lucciole per renderlo inattaccabile ‘ dagli insetti e farlo crescere sano e forte.
Il riso geneticamente modificato, definito risa gold, contiene elevate dosi di betacarotene, precursore della vitamina A (si ricorda incidentalmente che un sovradosaggio di vitamina A potrebbe causare danni soprattutto nelle popolazioni più povere, che si nutrono quasi esclusivamente di riso).
Le zucchine transgeniche sono zucchine giganti nelle cui cellule è stato inserito il frammento di un virus che le protegge dalle malattie virali tipiche della specie.
La patata transgenica resiste agli attacchi dei parassiti perché le sono stati inseriti geni di bachi da seta o di virus specifici.
Il melone modificato geneticamente cresce anche in climi non temperati ed è privo di semi.
Le fragole transgeniche, a causa dell’inserimento del gene di un pesce artico, possono maturare anche a 10 gradi sotto zero.

I dubbi della scienza sugli OGM

Dal 1996 al 2000 la coltivazione di piante geneticamente modificate è cresciuta di 28 volte. Contemporancamente il volume di affari ha avuto un aumento ancora più notevole: da 75 milioni di dollari a 2.5 miliardi. Non vi è dubbio che gli alimenti transgenici siano un grosso affare. Ma i pareri sull’opportunità di svilupparli sono opposti.

Su un fatto però sono concordi sia i sostenitori sia gli oppositori: al momento non ci sono studi sufficientemente approfonditi, e condotti per un periodo abbastanza lungo, per dare un giudizio scientificamente fondato sull’affidabilità o meno dei cibi transgenici.
Vi è poi un altro dato. Se si volesse limitare la diffusione degli alimenti modificati geneticamente solo ad alcune aree del globo, o destinarla unicamente all’alimentazione degli animali, l’impresa risulterebbe vana perché, una volta entrati nella catena alimentare, si troverebbero anche in cibi insospettabili.
Nel 1998 le autorità degli Stati Uniti avevano autorizzato l’uso di una varietà di granoturco, chiamata starlink, solo come mangime per gli animali, perché si temeva che negli uomini potesse causare reazioni allergiche. Tracce di starlink furono invece trovate nelle patatine fritte, nell’olio di mais e nei taco, una specie di schiacciatina a base di granoturco venduta in molti supermercati del mondo.

Inoltre, in molti casi, anche se non hanno ricevuto una specifica autorizzazione dalle autorità competenti di ciascuna nazione, nei prodotti da forno, nei formaggi, nella birra sono già presenti enzimi modificati geneticamente.

Bisogna allora vietare tutti i prodotti transgenici o si deve continuare nelle sperimentazioni, nonostante i rischi che comportano? La scienza non ha ancora dato una risposta.

La sigla OGM

Un regolamento europeo del 1998 impone ai produttori di segnalare sull’etichetta l’indicazione di prodotto OGM (sigla di Organismo Geneticamente Modificato). Di fatto, la legge dispone che se la percentuale di prodotto OGM impiegato è inferiore all’ 1% non è obbligatoria la segnalazione. Attualmente la legislazione italiana consente la vendita di due soli alimenti transgenici: il mais e la soia, con i loro derivati. Gli Stati Uniti, il Canada e l’Argentina consentono numerose produzioni di vegetali geneticamente modificati.

Alcune catene di supermercati si sono attrezzate per escludere gli OGM dai prodotti commercializzati con il proprio marchio. Si tratta però di iniziative volontarie che non tutelano integralmente il consumatore, poiché non si può essere certi dell’assenza di OGM nei mangimi degli animali da carne. In ogni caso esistono due categorie di alimenti sicuramente esenti da OGM:

1) prodotti per l’infanzia;

2) prodotti biologici.

Gli argomenti a favore degli OGM

Da tempi immemorabili l’uomo ha cercato di migliorare le caratteristiche delle piante che ha coltivato.

Attraverso la tecnica dell’innesto, la selezione delle sementi, la combinazione di geni appartenenti a specie vegetali diverse, si sono ottenuti frutti e verdure più resistenti ai parassiti, di aspetto migliore e gusto diverso, come per esempio i mandaranci o le pesche noci. Le tecniche transgeniche sono solo un’estensione di questi accorgimenti: invece di limitarsi a combinare geni provenienti da varietà di piante della stessa famiglia, si utilizzano anche quelli del mondo animale.

Infine, volenti o nolenti, si deve trovare una soluzione per la fame nel mondo. Nel 2020 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi: se non si migliorano le tecniche di coltivazione, non ci sarà cibo a sufficienza per tutti.

Argomenti contro gli OGM

Anche le tecniche tradizionali di selezione genetica delle piante hanno arrecato danni: molte varietà vegetali sono completamente scomparse dalla faccia della Terra.

Se cinquant’anni fa sui banchi dei fruttivendoli si trovavano decine di varietà di mele, oggi si può scegliere solo tra cinque o sei tipi.

La coltivazione intensiva di una sola varietà indebolisce le capacità di difesa della pianta e ha reso necessario l’uso massiccio di diserbanti, antiparassitari, pesticidi, che, a loro volta, hanno creato una nuova generazione di insetti, parassiti e batteri ancora più difficili da eliminare.

Se questi sono i risultati delle tecniche tradizionali, rischi ancora maggiori si corrono con le piante transgeniche: una possibilità che non è paventata solo dagli ambientalisti, ma dagli stessi governi.

E’ vero che gli OGM causano allergie e resistenze agli antibiotici?

Uno dei timori più diffusi e che i cibi transgenici causino allergie.

Attualmente sono allo studio della Food and Drug Administration americana più di venti casi di allergia causati da cibi transgenici, nonostante questi ultimi avessero passato i test necessari per essere immessi sul mercato. I dubbi sulla sicurezza di questo tipo di alimenti si stanno diffondendo.

La Cina, la nazione che consuma la maggior quantità di cibi transgenici, ha deciso di non aumentare le aree destinate alla loro produzione, mentre l’Europa e diverse nazioni stanno studiando nuove leggi per impedire o controllare severamente le coltivazioni transgeniche.

Nel frattempo l’Unione Europea ha vietato di usare, nella produzione di alimenti transgenici, geni derivati da antibiotici. Sembra che i geni di antibiotici producano anche nell’organìsmo umano dei batteri più resistenti contro cui l’antibiotico non fa più effetto.

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