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Struttura del fegato

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Come funziona il fegato?
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Il fegato è ritenuto, nelle diverse culture, un punto vitale, tanto è vero che il suo nome è spesso derivato dal termine “vita” (per esempio liver in inglese richiama il verbo to live: vivere e leber in tedesco ricorda il termine leben: vita).

La medicina cinese lo considera una sorta di “direttore di orchestra” che presiede varie situazioni riguardanti l’equilibro fisiologico e psichico.

Anche da un punto di vista scientifico esso rappresenta sicuramente uno degli organi vitali più importanti: è la ghiandola più voluminosa dell’organismo e pesa 1,5 kg.

Il fegato si trova nella cavità addominale sotto il diaframma, estendendosi principalmente nella parte destra, ma si porta anche verso sinistra a coprire parzialmente lo stomaco.

La faccia inferiore è pressoché pianeggiante, anche se irregolare per la presenza di due solchi e infossature: due solchi sagittali uniti da un solco trasversale detto ilo. Nel solco sagittale di destra è alloggiata la cistifellea simile a un sacchettino a forma di pera lungo circa 10 cm.

Il solco trasversale (ilo) invece può essere considerato la porta del fegato: attraverso di esso entrano i rami della arteria epatica, che apporta sangue ricco di nutrienti per le cellule epatiche, e i rami della vena porta, che immette nel fegato il sangue venoso proveniente dall’intestino (contenente i prodotti dell’assorbimento dei cibi, che nel fegato verranno in vario modo elaborati e metabolizzati.

La struttura del fegato appare all’occhio molto omogenea: presenta un colorito rosso bruno e una struttura consistente ma friabile; al microscopio, invece, appare formata da numerosissimi corpiccioli, i lobuli epatici, costituiti da capillari (vasi tanto piccoli da ricordare appunto i capelli) e cellule epatiche.

Il fegato è fondamentalmente una ghiandola esocrina cioè una struttura in grado di sintetizzare sostanze, dette secreti, che vengono riversate in una cavità comunicanti con l’esterno del corpo (dotto).

I dotti biliari nascono tra le cellule epatiche come sottilissimi canalini in cui esse riversano il loro secreto, cioè la bile. Questi canalini si fondono formando il condotto epatico comune che si dirige verso il duodeno incontrando lungo il suo percorso il dotto cistico cioè quello proveniente dalla cistifellea. È proprio dalla fusione del condotto epatico e del dotto cistico che si forma il coledoco, che sboccherà nel duodeno, assieme al dotto pancreatico.

Leggi anche : “Conoscere il fegato: un organo essenziale

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