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Come dimagrire con l’omeopatia?

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ingrassare non è solo una questione di cibo. ogni manifestazione esterna del nostro corpo è il fenomeno di qualcosa di interiore. Grasso, Pancia gonfia, cellulite, fame nervosa e sovrappeso non sono un'eccezione.
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Dimagrire per davvero

Tutto ciò che accade nel corpo è la manifestazione esterna di un processo interiore.
Pancia gonfia, cellulite, fame nervosa e sovrappeso non fanno eccezione: sono segnali fisici di un “accadimento interiore”.

Essi hanno a che fare con l’alimentazione, ma non nel senso che è tutta colpa del cibo.
Infatti, alcune persone ingrassano pur mangiando poco, altre non riescono a dimagrire pur mettendosi a dieta, altre ancora si gonfiano in situazioni di stress: tutto ciò è indicativo che il cibo non è l’unico ed esclusivo fattore da considerare e su cui intervenire per dimagrire.

La radice del sovrappeso è più profonda e, se mangiamo troppo, male o in modo disordinato, ciò dipende dal fatto che la nostra “forza vitale” si è bloccata o spenta.

Esistono quindi due modi per dimagrire: il primo si focalizza esclusivamente sugli aspetti “esterni” del sovrappeso (alimentazione, sedentarietà, misurazioni varie e cose simili).
Questo è l’approccio comune su cui si basano le diete ipocaloriche, l’uso di farmaci dimagranti (amfetamine), il ricorso a interventi chirurgici per aspirare i grassi, ridurre lo stomaco e cosi via, che vanno cioè ad agire sulla causa (il cibo) o sui suoi effetti (il peso corporeo aumentato).

Questo modo di approcciare il sovrappeso è parziale, quindi limitato e pertanto fallimentare a medio-lungo termine, come dimostra l’esperienza di numerosissime persone che dopo essere dimagrite con tali metodi, nel giro di breve tempo hanno recuperato i chili persi.

L’altro modo di dimagrire, invece, cerca di andare alla radice del sovrappeso.
Esso vuole innanzitutto leggere il significato nascosto che si può celare dietro a certi segnali fisici (pancia gonfia, ritenzione idrica, accumulo di grassi) o comportamentali (fame nervosa, stanchezza, sonnolenza dopo il pasto), che può essere diverso da individuo a individuo.

In secondo luogo, in questo approccio si considera il dimagrimento non come una lotta contro il cibo e contro il peso, ma come un percorso esistenziale, dove è in gioco non tanto la quantità di cibo da assumere, quanto la riattivazione della propria forza o energia vitale bloccata.

Ora, almeno in teoria, un approccio non esclude l’altro.
Ma nella realtà, il primo approccio, che è quello più comune, esclude quasi per definizione che ci possa essere “qualcosaltro” dietro al sovrappeso.

Dimagrire non è solamente una questione di cibo

Al di là del fatto che il classico modo di porsi rovina pressoché irreparabilmente il rapporto terapeutico (e anche il rapporto umano) con il dietologo, esso indica anche che un approccio limitato al cibo è “chiuso”, non è in grado di riconoscere la presenza di fattori diversi dal cibo stesso, ossia del “fattore interno”; in altre parole non è in grado di intravedere che dietro al sovrappeso c’è “altro”, che non si tratta di una questione esclusivamente alimentare.

Al contrario, l’altro modo di dimagrire è “aperto”, perchè, da una parte, non esclude che il cibo, l’attività fisica e altri fattori esterni abbiano un ruolo nel sovrappeso, ma assegna a questi aspetti una funzione un po’ più marginale, non centrale, non unica, non esclusiva. Dall’altra parte si pone il compito di capire come mai l’energia vitale della persona si sia bloccata, che cosa rappresenti il sovrappeso per quella persona (uno scudo, una corazza, una protezione, un modo di “espandersi”?).
Comincia cioè ad “aprirsi”, a portare l’attenzione anche ai “fattori interni”.

Quando si inizia a prestare più attenzione a questi fattori, succede inevitabilmente che “l’intervento” diventa meno drastico, ma più naturale, perché non è più mirato a “punire”, restringere, combattere o controllare, ma ad attivare la propria capacità di stare bene e, quindi, di dimagrire.

Le cause profonde per cui si ingrassa

L’omeopatia fa parte di questi metodi naturali e meno drastici.

Per l’omeopatia, infatti, essere in sovrappeso non vuol dire essere dei mangioni, ma significa che all’organismo manca ancora il giusto equilibrio, che la forza vitale è bloccata all’interno.
Il “lavoro” da fare, quindi, è innanzitutto comprendere come mai appunto essa si sia bloccata e accumulata e, in secondo luogo, cercare la via più idonea per sbloccarla e riattivarla.

L’ omeopatia si propone di fare ciò attraverso i suoi rimedi, la scelta dei quali si basa sull’osservazione non solo della costituzione, ma anche del comportamento fisico (gestione delle energie, sonno, appetito), dell’atteggiamento mentale (insicurezza, determinazione, svogliatezza, pigrizia e cosi via) : dell’emotività (ansia, nervosismo, irritabilità eccetera) della persona.

Sono aspetti che nell’approccio dietologico classico non sono tenuti in considerazione eppure contano eccome.

Un dietologo tradizionale non ci chiederà mai se siamo soddisfatti del lavoro, della vita di coppia e delle relazioni familiari o come gestiamo le nostre ansie, mentre in omeopatia anche queste sono informazioni fondamentali.
In questo senso l’omeopatia diventa anche quasi uno strumento di autoconoscenza, perché non si possono ribilanciare certi “squilibri emotivi” senza prima averli individuati e riconosciuti.

L’omeopatia aiuta anche a migliorare la digestione, favorire il drenaggio dei liquidi, riattivare il metabolismo e smaltire i chili in eccesso.
A differenza delle diete, non c’è un rimedio valido per tutti, ciascuno avrà la propria “ricetta” personale, perché l’omeopatia valuta attentamente ciò che accade nel singolo individuo e osserva anche le più sottili differenze.

Per esempio, per stabilire il rimedio della fame nervosa, bisogna prestare attenzione al momento in cui essa compare e a che tipo di cibi è rivolta.
Chi tende a eccedere con i dolci soprattutto di sera o di notte assumerà il rimedio Argentum nitricum, mentre per chi è goloso di qualunque tipo di cibo e in qualunque ora del giorno e indicato invece Antimonium crudum.

Anche l’approccio generale alla vita e al cibo hanno risvolti importanti in omeopatia: per esempio, se i problemi di peso sono associati a pigrizia e sedentarietà, si opterà in genere per Calcarea carbonica, se si mangia per consolarsi sarà indicata Pulsatilla, mentre se si mangia per puro nervosismo c’è Coffea.

L’omeopatia è molto attenta ai dettagli che sono tutt’altro che banali, perché da un lato comportano la scelta di medicinali completamente diversi, dall’altro consentono di conoscere meglio se stessi.

Allora questo significa che, assumendo i rimedi omeopatici, possiamo mangiare come, quando e quanto ci pare?
Non è proprio così. Parallelamente all’assunzione dei rimedi omeopatici è ovviamente utile anche seguire uno stile di vita appropriato e salutare, optando per scelte sane ed equilibrate, ma senza mai metterci uno sforzo eccessivo: l’approccio deve essere il più naturale possibile.

Il percorso di dimagrimento con l’omeopatia

In poche parole, quindi, come si fa a dimagrire con l’omeopatia?
I passaggi sono pochi ma devono essere tenuti attentamente in considerazione sin d’ora. Prima di tutto, bisogna saper “impostare bene” il trattamento omeopatico.

In secondo luogo, occorre creare un buon terreno dentro di sé perché l’omeopatia possa agire nel migliore dei modi.
Ciò si realizza, da una parte, osservando uno stile alimentare sano, con alcuni particolari accorgimenti tali da favorire l’azione dei medicinali omeopatici.
Infatti, come vedremo, alcuni alimenti ostacolano l’azione dei medicinali omeopatici, mentre altri la favoriscono enormemente.

Dall’altra parte, occorre un atteggiamento mentale aperto, capace di osservarsi senza giudizio, non limitato a controllare le porzioni di cibo o l’andamento del peso e basta, ma che vuole seriamente prendere in considerazione anche i segnali “interiori”.
Una guida per individuare i rimedi più adatti.

C’è poi la scelta dei medicinali omeopatici più appropriati.
Questo è il tema più delicato, perche’, come già affermato, in omeopatia ciascuno di noi, in base alle proprie caratteristiche, alla propria tipologia e alla situazione del momento ha bisogno di rimedi omeopatici anche molto diversi da quelli di un’altra persona o anche da quelli utili in una fase di vita precedente (per esempio, la fame nervosa che una donna ha da adolescente potrebbe essere trattata con Pulsatilla, mentre quella che la stessa donna ha in menopausa potrebbe essere trattata con Graphites).
Più avanti in questo blog illustreremo prima di tutto il metodo più semplice per utilizzare l’omeopatia a scopo dimagrante, ossia il cosiddetto “drenaggio omeopatico”: una sorta di trattamento disintossicante molto efficace e utile per sgonfiare i tessuti e favorire il ricambio metabolico.

Per un approfondimento vi consigliamo di contattare un omeopata.

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