Home Segreti della mente Tutto quello che devi sapere per raggiungere il benessere psicofisico

Tutto quello che devi sapere per raggiungere il benessere psicofisico

22 min read
0
1
303
Tutti noi possiamo raggiungere il benessere psicofisico, cambiando punto di vista
Fa un regalo a tutti i tuoi contatti: condividi con loro le regole per star bene.

Come raggiungere il benessere psicofisico

Abbiamo visto in questo articolo, come un presupposto del benessere sia la sincronia (se lo hai perso, conviene leggerlo).
Ma cosa vuol dire benessere?

Tutti siamo alla ricerca costante di qualcosa che ci faccia stare bene ma forse non sappiamo esattamente cosa.

Nel rapporto della Commissione salute dell’osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute a cui partecipa il distaccamento europeo dell’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) è stata proposta una definizione di benessere come lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società.

Come si legge nel rapporto tutti e cinque gli aspetti sono importanti ma ancora più importante è che questi siano tra di loro equilibrati, per consentire agli individui di migliorare il loro benessere.
Benessere, quindi, come uno stato di equilibrio percepito tra i diversi aspetti che caratterizzano l’esperienza umana.

Cosa dovremmo aspettarci per sentirci di essere in uno stato di benessere psicofisico?

Il termine stesso porta, alla mente di ognuno di noi, immagini diverse, sensazioni ed emozioni diverse: relax, cura, tranquillità, paesaggi incontaminati, la nostra più grande passione, sensazioni di intimità, di familiarità ma anche di spensieratezza; benessere come assenza di problemi o benessere come soddisfazione per un traguardo raggiunto.
Ed ecco che la nostra mente inizia a viaggiare, cercando nei nostri ricordi quel giorno in cui ci siamo sentiti bene, quella situazione di totale positività, quel momento di serenità e gioia, che abbiamo provato.

Dove eravamo? cosa stavamo facendo? riusciamo oggi a ricordarci dov’era la nostra testa in quel momento?

Forse il dubbio sta proprio qui, nel chiedersi :
Come mai, se ognuno di noi riesce a recuperare nella nostra memoria almeno un episodio, nel quale può dichiarare di essersi sentito di star bene, è così difficile essere soddisfatti della nostra vita?
Come mai non possiamo dire anche oggi sto bene?

Quello che è chiaro è che il benessere è un processo dinamico in continua evoluzione. Così come noi stessi.
Se tutta la nostra vita è un lungo percorso, nel quale la nostra identità viene continuamente ridefinita, rimessa in scena e risperimentata, perché non lo dovrebbe essere anche il nostro equilibrio di benessere?
Alla base c’è una continua ricerca, una continua evoluzione.

Ognuno di noi leggendo queste parole, ha richiamato alla mente immagini e sensazioni differenti di cosa significhi stare bene; una specificità che dipende dalla nostra storia, dalle nostre esperienze, dalla nostra età e dalle nostre possibilità.
Se vi ripetessero questa domanda nel corso degli anni, notereste come cambiano le immagini che vi dominano. Modificandosi le vostre esigenze e le condizioni di vita, cambiano di conseguenza i vostri pensieri.
La nostra mente è capace di immaginare mille modi in cui stare bene; è capace di trovare mille motivi più o meno validi per sentire la sensazione di benessere.
Eppure nella nostra quotidianità sembriamo mossi più da una costante sensazione di malessere e disagio; sembriamo costantemente centrati su ciò che ci manca, sembra che non ci possiamo permettere di dire di stare bene.

Non è un caso che il rituale di circostanza, che abbiamo adottato nella nostra routine, parta proprio da un semplice scambio di battute
“Come stai?”
“Bene dai!”
,
detto in modo più o meno convincente ma comunque sufficiente a rendere soddisfatti entrambi di una conversazione nella norma.

Se solo si provasse a rispondere in modo diverso
“Come stai?”
“Male!”
,
si creerebbe un blocco nella conversazione.
Sicuramente nella mente del nostro interlocutore inizierebbero a insorgere milioni di domande
“Che devo dirgli?”
“Ma perché deve dirmi che sta male?”
“Non ho tempo di aiutarlo”
“Ma poi cosa vuoi che stia male, cosa gli manca?”

A ben vedere ci sentiamo in difetto ad ammettere di stare male ma non siamo capaci di dichiarare con piena sincerità di stare bene; perché, anche essere convinti di stare bene veramente, spiazza l’altro.
“Guardalo come se la tira perché sta bene, se solo sapesse cosa vuol dire la vera vita! Facile dire che stai bene quando non devi fare quello che faccio io tutti i giorni; vorrei che provassi per una volta a stare come sto io”

Ammettiamolo, esiste un certo riguardo a dichiarare di stare bene, così come non si può ammettere di stare male.
Il fatto è che per sentirci di poter ammettere pienamente di stare bene ci vuole coraggio, ci vuole motivazione e volontà ogni giorno.
Dicevamo che la mente umana è predisposta in automatico a concentrarsi su ciò che manca, su ciò che non funziona. La mente umana vede più facilmente i problemi che le soluzioni ad essi.
Immagina la catastrofe, vede la montagna da scalare ma non si ricorda che l’ha già scalata; non recupera facilmente la sensazione di quella volta in cui si sentiva bene.

Ma perché poi? Cosa manca affinché la mente riesca ad immaginare ogni giorno di stare bene?
Ripensando alla parola stessa “benessere” riusciamo subito a capire, a percepire con tutti o quasi i nostri organi di senso quello stato d’animo e ci vediamo lì in quella Spa, in quella vasca idromassaggio, in quel parco vicino casa in cui corriamo, in quell’isola in riva al mare in cui siamo stati con il nostro partner l’anno scorso, in quella abbraccio forte e caloroso.
Ci rivediamo e ci ripensiamo con semplicità, perché benessere, in fondo, fa pensare alla semplicità.
Tutto quello che ci viene in mente non è nient’altro che un mezzo, uno strumento che abbiamo a disposizione per coltivare il nostro benessere.

Eppure c’è ancora qualcosa che sfugge, quando decidiamo di dedicarci un momento di benessere, quando decidiamo di stare bene.
C’è una cosa che facciamo più o meno tutti: stacchiamo la spina.
Lasciamo a casa problemi e preoccupazioni, per partire in vacanza; lasciamo il cervello a riposare; partiamo per le ferie, programmiamo tutto nel dettaglio, perché abbiamo un unico obiettivo in testa, dobbiamo rilassarci, dobbiamo ricaricarci, così come quando decidiamo di uscire con i nostri amici, perché abbiamo bisogno di staccare o ancora quando ci rifugiamo in palestra o nella spa per rigenerarci, per scaricare la tensione.

Ma che significa far riposare il cervello? Si può realmente smettere di pensare?

Un semplice esempio. La mia amica Chiara, dopo l’ennesima giornata di carico lavorativo, sempre più difficile da sostenere, torna a casa, deve mettersi ai fornelli, suo figlio si è preso l’ennesima nota, il marito non l’aiuta.
Lei ora ha in mente solo una cosa
“Ho bisogno di svagarmi, di non pensare almeno per un attimo alla mia routine. Ho bisogno di uscire di casa”.
Con questi pensieri fissi nella testa mi chiama, sperando di cambiare almeno per un attimo prospettiva.
Chiara ed io usciamo, pronta a staccare la spina, pronta a passare una serata senza pensieri ed effettivamente ci riusciamo; ridiamo, scherziamo, ci imponiamo di stare bene.
Eppure ecco che, poco prima di rientrare a casa, a Chiara tornano alla mente tutti i pensieri di quella giornata
“Il mio capo mi sta riempiendo di lavoro, pretende pretende ma non si rende conto delle difficoltà che ci sono in ufficio. Mio figlio si è preso l’ennesima nota, non capisce che così facendo sta buttando via il suo futuro e a mio marito sembra non interessare.”

Cos’è cambiato nella testa della mia amica? a cosa è servito uscire, staccare la spina in questo modo?
A quanto pare ha solo messo in stand-by tutti i pensieri. Nessun cambio di prospettiva reale, nessuna soluzione trovata. Solo la solita grande catastrofe, che, per quelle 2/3 ore di una serata, sembrava non esistere.
Però Chiara stava bene o almeno il suo corpo mi diceva che, in quella serata trascorsa con me, stava riuscendo realmente a rilassarsi, a svagarsi. Il suo corpo mi diceva che andava tutto bene.
Ma l’inganno sta nel fatto che Chiara sperava di non pensare, di rilassare la mente, lasciando a casa tutte le preoccupazioni e i problemi; ma così facendo lasciava a casa anche la mente stessa; era solo il corpo che usciva, che sembrava svagarsi e rilassarsi, percependo una parvenza di benessere; tutti i suoi sensi le dicevano
“vedi ora stai bene è così che dovresti voler stare”
ma la testa era rimasta a casa, quindi nulla per lei era cambiato; semplicemente si è rallentata per un attimo.

Nella mente erano rimasti i problemi, ancora senza soluzione e la frustrazione.
Anzi, ora si sentiva anche in colpa per aver perso tempo
“Vedi non dovevo uscire ieri sera; guarda qua, nulla è cambiato non ce la posso più fare”.
Chiara ieri sera stava bene ma non era uscita con l’obiettivo di STARE BENE; era uscita solo con l’idea di staccare la spina, di non pensare impedendo alla mente di seguire il corpo.

Ma il benessere riguarda ogni aspetto del nostro essere nel mondo; riguarda la sua salute nel complesso psichico, fisico, sociale.
Il paradosso è che oggi, nella nostra routine quotidiana, l’aspetto della nostra esistenza maggiormente messo a dura prova è proprio quello psichico.
Lavoriamo più con la testa che con il corpo; la sovraccarichiamo di pensieri e stimoli quotidianamente; la investiamo di responsabilità e doveri.
Eppure non ne conosciamo gli schemi le logiche con cui ci parla e con cui interagisce e apprende.
Non ci sogneremmo mai di sforzare il nostro corpo, senza prima allenarlo a dovere, così come non ci sogneremmo mai di mettere sotto sforzo i nostri muscoli senza poi portarli al defaticamento; provate a chiederlo ad un atleta.

Conosciamo bene il corpo e le sue logiche di funzionamento. Sappiamo riconoscere quando è affaticato, indebolito, stanco; conosciamo la malattia fisica e sappiamo più o meno curarla o perlomeno sappiamo preoccuparci del nostro corpo. Non è un caso che centri benessere, Spa, palestre, piscine o parchi siano sempre molto frequentati.

Ma come ci curiamo della nostra mente?
Non è un muscolo come gli altri, che caratterizzano il nostro corpo?
La mente è un sistema, un insieme di schemi e reti che si collegano e che usiamo costantemente per muoverci nella realtà.
E, come qualsiasi sistema, è dinamico, in continua evoluzione; ha una sua specifica logica ed è attraverso questa sua logica che ci comunica, ci indica i suoi step di funzionamento.

E con quali segnali comunica la nostra mente? come apprende? e soprattutto quand’è che ci sta dicendo che sta male? che segnali di affaticamento ci dà?
Raramente ci facciamo queste domande.

Eppure anche la mente, come un qualsiasi muscolo del nostro corpo, ha un suo pilota automatico. Una volta assimilata un’informazione, adattato lo schema a questa informazione, si può procedere in automatico, senza interagire con lo stimolo.
Come quando le nostre gambe hanno imparato a camminare o come quando il nostro corpo ha imparato a stare in equilibrio in bicicletta.
Ogni muscolo ha una sua memoria ed è proprio conoscendo quella memoria che riusciamo eventualmente a modificarla.

Abbiamo imparato a scrivere con una mano specifica, in un modo specifico. Ma se per un incidente ci ritroviamo ad avere fuori uso proprio quella mano, potremmo imparare a usare l’altra. Basterebbe disinserire il pilota automatico.
Forse non sappiamo come fare ma sappiamo che si può fare; l’abbiamo visto fare e siamo certi di poterlo ripetere in qualche modo anche noi; ne abbiamo la volontà.

E se volessimo cambiare un pensiero o, per meglio dire, se volessimo cambiare il nostro modo di vedere le cose?, la prospettiva dalla quale esaminiamo la nostra realtà? Eh si, lo potremmo fare.

Si sente spesso dire in giro che cambiare è impossibile, che se una persona pensa e ragiona in un certo modo non potrà mai cambiare ma la realtà è ben diversa.

Tutti noi possiamo raggiungere il benessere psicofisico, cambiando punto di vista

Ma come si cambia il modo di vedere le cose?
Continua la lettura ==>

 
Tratto dal libro: “MindWellness: Un percorso in tre tappe per ritrovare lo stato di benessere
di Sarah Chreyha – puoi trovare il libro qui: https://amzn.to/2JmMNRp

 

Fa un regalo a tutti i tuoi contatti: condividi con loro le regole per star bene.
Carica gli articoli correlati
Leggi di più su Vivere Sani
Leggi di più in  Segreti della mente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Quali sono le proprietà della curcuma?

Quali sono le proprietà della curcuma? La curcuma, anche chiamata zafferano indiano o spez…