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Come mantenersi giovani

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Quali sono gli esami e i parametri da controllare per verificare la tua giovinezza?
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Cominciamo a parlare di come mantenersi giovani

Per approfondire l’argomento “Vivere Sani fino a 100 anni” del Dr. Roberto Antonio Bianchi su Amazon.

Nella nostra vita esiste una sorta di progetto. un copione, un anelito nel profondo di noi stessi che ci spinge a vivere in modo significativo, seguendo la nostra personale “missione”.

Dimenticate i problemi con vostra suocera, la crisi economica, i piccoli malesseri che vi affliggono, la politica, il 5 sulla pagella di vostro figlio… Vivete pienamente il vostro progetto di vita e sarete come avete sempre voluto!

Imparerete a divenire l’osservatore esterno di voi stessi… ciò vi aiuterà a non identificarvi con i problemi che di volta in volta vi ritroverete a vivere e a considerarli invece da un diverso punto di vista.
Tenete un diario su cui annotare giornalmente desideri e obiettivi. Potrete crescere in modo propositivo e costruttivo senza dimenticare i progressi fatti.
Come possiamo riuscirci? Innanzitutto valutiamo i parametri della giovinezza biologica.

Giovinezza, aspetto e costituzione

Alcuni parametri fondamentali della giovinezza sono noti, tutti noi li conosciamo e utilizziamo. Naturalmente, quelli più immediati sono l’aspetto generale, il volto, la tramatura o “grana” della pelle, la postura e la struttura fisico-costituzionale.
A questi seguono il colorito, la quantità di rughe e le caratteristiche relative alla capigliatura.
Esistono poi altri parametri solo convenzionalmente più scientifici, come i valori della glicemia, della creatinina e del colesterolo, la pressione e le pareti vascolari, la valutazione radiografica delle ossa nonché l’esame del tessuto sangue tramite l’Hemoli test.

Giovinezza ed esami ematici

Se riuscissimo a mantenere bassi i parametri relativi a glicemia e creatinina, pressione arteriosa, VES e colesterolo, come lo sono quelli fisiologici dell’infanzia, potremmo sicuramente conservare la giovinezza biologica e rimanere sani più a lungo.
La riflessione sui parametri ematochimici di giovinezza biologica ci porta a fare alcune ulteriori, importanti considerazioni.

1) È più che mai necessario implementare la medicina preventiva e conoscere meglio i parametri (anche tecnici) ricavati da studi non solo sulle malattie, ma partendo dalla salute stessa e dal concetto di protezione integrale degli individui del pianeta.
2) È fondamentale che ogni operatore sanitario, in particolare il medico di base, sia al corrente di questi valori (sconosciuti ai più).
3) Mantenersi giovani permette una drastica riduzione delle spese sanitarie, dei ricoveri e delle emergenze mediche, cosi come dichiara il premio Nobel Montagnier.
4)Una popolazione sana è più efficiente, felice, realizzata, longeva e produttiva e permette a figli e nipoti la conservazione della memoria storica di un popolo, attraverso nonni e bisnonni sani e vitali.
5) La realizzazione dei nostri principali obiettivi (materiali, affettivi, spirituali, culturali) è strettamente correlata al nostro livello di salute e benessere psico-fisico e sociale.

Prendiamo ora in esame alcuni dei suddetti parametri, essenziali ai fini della longevità.

Tenere sotto controllo la glicemia

Con il termine “glicemia” si indica la concentrazione di glucosio (zuccheri) nel sangue.

Di solito si considera normale un livello glicemico a digiuno pari a 120 mg/dl.Ma qual è il livello ottimale? Ce lo siamo mai chiesto? E in quale percentuale l’alimentazione influisce su di esso? Cambia qualcosa se ci alimentiamo con alimenti integrali piuttosto che con cibi raffinati? In altri termini, qual è il livello glicemico che ci permette di proteggere per tutta la vita le nostre arterie e non esaurire le riserve di insulina del pancreas?

Dagli studi epidemiologici pediatrici condotti in Sudafrica prima dell’abolizione dell’apartheid emerge un evidente contrasto: negli anni Settanta, i bambini di etnia nera che vivevano nelle zone rurali e venivano nutriti con cibi integrali presentavano un tasso glicemico pari a 44 mg/dl, contro una media di 89 mg/dl rilevata nei bambini di etnia bianca dei centri urbani, che consumavano abitualmente zucchero e farina raffinati e avevano quindi valori glicemici più che raddoppiati.
Altri studi su individui adulti dimostrano che un regime alimentare integrale e crudista è in grado non solo di prevenire il diabete mellito ma, sotto controllo medico, anche di curarlo, in alcuni casi fino a una drastica riduzione dell’insulina e all’eliminazione degli antidiabetici orali.

Le diete ad alto contenuto di carboidrati e fibre (con cereali integrali, crusca, pectina e altre fibre naturali) sono protettive e migliorano il controllo glicemico sia nei soggetti sani che nei diabetici di ogni tipo.

Controllare periodicamente il Colesterolo

Il colesterolo è una sostanza grassa, o meglio, una molecola lipidica indispensabile per il funzionamento del nostro organismo.

Rende più forti ed elastiche le cellule e le protegge dalle aggressioni esterne.
Ha un ruolo fondamentale nella produzione della mielina (la guaina che riveste i nervi), degli ormoni sessuali e della vitamina D, nonché nella sintesi della bile da parte del fegato.

Svolge un’azione disintossicante nei confronti di molte sostanze nocive, ad esempio il veleno dei serpenti!

Ventanni fa si riteneva “normale” un livello di colesterolo inferiore ai 250 mg/dl.
Più recentemente il valore di riferimento è stato abbassato : 200 mg/dl.

Ma qual è il livello “Ottimale”? Ovvero quello che, da un punto di vista epidemiologico, consenta di non sviluppare placche aterosclerotiche nell’arco di decenni?

Diciamo che le popolazioni indenni da aterosclerosi presentano valori vicini ai 122 mg/dl!
Comunque la maggioranza delle ricerche valuta come ottimale e realmente protettivo per l’aterosclerosi un livello di colesterolo alla nascita pari a 100 mg/dl (tipico di alcune popolazioni indigene e rurali), che diventa 150 mg/dl nell’adulto e in un soggetto anziano dovrebbe tornare a 100 mg/dl!

Clicca e scopri in questa guida come ridurre il colesterolo

Perchè controllare la pressione arteriosa?

Pressione arteriosa sistolica ( o “massima”) e diastolica ( o minima)
In Occidente si considera normale un valore di pressione arteriosa pari a 120/80 mmHg riferito a una popolazione media che consumi una quantità di sodio ritenuta “nella norma”, ovvero 8-15 grammi al giorno assunti per il 70% attraverso il sale da cucina e suoi derivati, utilizzati per conservare insaccati, cibi pronti e in scatola, pasta, pane, biscotti ecc.
Ma siamo certi che questo valore si applichi anche alle popolazioni indigene che non hanno conosciuto la civiltà occidentale dei consumi alimentari e il sale come conservante e insaporente dei cibi comuni?
Per citare un esempio, la pressione arteriosa degli Indios della foresta amazzonica è di 100 su 60 mmHg anche a novantanni, quindi molto bassa; essi non presentano placche aterosclerotiche (che, contrariamente a quanto si pensa, non sono una malattia legata alla vecchiaia) e anche con quei valori di pressione (per loro del tutto normali) non hanno alcuna difficoltà ad arrampicarsi agilmente sugli alberi e a rimanervi in equilibrio senza cadere o avvertire sintomi di svenimento.
Stiamo quindi parlando di aspetti molto importanti. Se riuscissimo a mantenere “giovani” questi parametri potremmo anche ritardare la vecchiaia, poiché così facendo eviteremmo di usurare i nostri sistemi fisiologici e metabolici.

Hemoli Test

E’ un esame predittivo di bio-morfologia ematica che studia al microscopio a quaranta ingrandimenti l’istologia del tessuto sangue (il sangue è un tessuto connettivo liquido, e non solo un insieme di componenti chimiche), la sua compattezza, la robustezza della fibrina, il grado di tossicosi, l’intossicazione dei vari organi nonché la giovinezza biologica e strutturale e la quantità e qualità dei radicali liberi nel sangue.

Grazie all’Hemoli Test si può valutare l’età biologica di una persona, la giovinezza dei suoi tessuti e il grado di intossicazione.
L’osservazione del sangue come tessuto connettivo a livello istologico su vetrino permette di conoscere numerosi dati riguardo alla salute di una persona:
– valutazione qualitativa e quantitativa dei radicali liberi presenti;
– controllo dei danni arrecati dai radicali liberi ai tessuti connettivi;
– capacità riparativa del sangue;
– risorse e meccanismi antiossidanti; determinazione dello stato nutrizionale cellulare;
– presenza di metalli tossici;
– attività dei globuli bianchi;
– allergie;
– affaticamento e sovraccarico funzionale epatico;
– parassiti;
– fabbisogno di vitamina C e carenza di antiossidanti;
– turbe ormonali, sbilanciamento nel rapporto calcio/ magnesio;
– livello di stress neurosensoriale;
– acidosi

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