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Come raggiungere il benessere interiore cambiando modo di vedere le cose

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Uscire dagli schemi mentali: Per affrontare un problema spesso invece di fermarci a ragionare cerchiamo la soluzione nel solito modo impedendo alla mente di imparare il nuovo.
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Cambiare punto di vista per raggiungere il benessere ed essere felici

In questo articolo, abbiamo fatto qualche riflessione, giungendo al tema centrale della mancanza del benessere: l’essere umano è sempre concentrato su qualcosa che gli manca, su quello che non ha (se hai perso l’articolo, conviene leggerlo qui).
Come uscire da questo labirinto?

“Solo da piccoli si può imparare e comunque se sei figlio di qualcuno che la pensa in un certo modo finirai col pensarla così anche tu.”
Quante volte hai sentito dirlo? E’ il famoso detto, secondo cui la mela non cade mai tanto lontano dall’albero.

Ma questo accade perchè consideriamo la nostra memoria come qualcosa in cui c’è scritta tutta la nostra logica di funzionamento.

Il fatto è proprio che non guardiamo mai con attenzione alla nostra mente, la vediamo solo come un contenitore, nel quale sono state raccolte tutte le istruzioni di comportamento, accumulate nel tempo e condizionate dall’ambiente:
Accade questo, quindi reagisco così!

In questo modo, attiviamo una specie di pilota automatico e se c’è da affrontare un problema, non ci fermiamo a ragionare ma cerchiamo la soluzione tra tutte quelle che abbiamo già depositato agli atti, cioè tra tutti quei casi simili che abbiamo vissuto o che ci hanno raccontato, durante la nostra vita; ci riferiamo sempre al bagaglio personale che abbiamo riempito con le esperienze di vita, l’educazione ricevuta, i condizionamenti delle persone che ci sono state vicine.

Perché questa è l’unica scelta che il nostro pilota automatico del cervello riesce a vedere: scegliere tra ciò che già c’è stato, che già è successo, ciò che ci è stato insegnato, ciò che è frutto dei pregiudizi, nostri o indotti.

Al verificarsi di qualcosa, ci aspettiamo subito determinate reazioni scontate, perchè così è sempre stato! Anticipiamo gli esiti, impedendo alla mente di cogliere l’evoluzione, di imparare il nuovo. Ed è così facendo, che non permettiamo mai alla nostra testa di modificarsi, di adattarsi e crescere, quindi otteniamo sempre l’ennesima conferma alle nostre ipotesi.

La conferma che tutto debba andare sempre nella stessa direzione, debba svolgersi sempre nello stesso modo, che non ci sia scampo. La conferma continua del fatto che certe cose sono così e basta e che non si possano cambiare; che la vita è difficile, che mancherà sempre qualcosa per stare bene, perché non si può stare bene, perchè la colpa è sempre di qualcun’altro, il partner, il governo, le istituzioni, la società, il datore di lavoro, le banche….

Lasciamo la testa alle convinzioni che si è creata ma allo stesso tempo la sovraccarichiamo continuamente del bisogno di adattarsi, di aggiornarsi, di risolvere problemi.
Certo, risulta essere molto più facile attivare il pilota automatico, restare cioè nella zona di comfort e da qui interpretare, indagare, giudicare piuttosto che uscire dal confort, disinserire il pilota automatico e provare ad imparare di nuovo, come abbiamo fatto nell’arco della nostra vita; imparare nuove forme di pensiero.

Dovremmo aiutare la mente ad ampliare il proprio repertorio, piuttosto che sovraccaricare il pilota automatico a risolvere ogni volta nuovi problemi sempre allo stesso modo.
Problemi che in realtà non ci appaiono mai così nuovi, al contrario sembrano essere l’ennesima sfortuna, la conferma che tutte le nostre ipotesi catastrofiche si stanno avverando.
Così facendo in realtà stiamo involvendo, regredendo, impedendo alla nostra mente di crescere e questo ci rende sempre più frustrati, sempre più affaticati e deboli.

Persone stressate che aumentano il loro bisogno di rilassarsi e di rigenerarsi, ingrandendo così il baratro esistente tra il voler cambiare e il cercare di non uscire troppo dai propri schemi, perché quelli almeno sono certi, sono sicuri e la sicurezza è uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, senza la quale ci sentiamo disorientati.

Ecco perché sentiamo il bisogno di acquisire delle routine, dei modi, degli schemi predefiniti. Ecco perché paradossalmente stiamo bene anche quando stiamo male.
Può sembrare una contraddizione eppure se ci mettiamo a pensare abbiamo tutti degli amici, colleghi, familiari o semplicemente conoscenti che riconosciamo come delle specie di vittime, per scelta, condizioni più o meno gravi, situazioni più o meno croniche.

E la sostanza resta sempre la stessa:
queste persone sanno di stare male, sanno di essersi rinchiusi da soli in quelle prigioni di vetro, in cui si sentono sicuri e in qualche modo sanno anche che fuori da quella prigione, con un semplice passo avanti, si ritroverebbero catapultate in una realtà diversa, sicuramente migliore di quella in cui oggi si sentono intrappolati. Nonostante questo, non sanno spiegare il perché non riescono a muoversi, non sanno spiegare il perché preferiscono involvere, piuttosto che evolvere.

Esattamente di questo si tratta: restando nella prigione di vetro che ci siamo costruiti, ci sentiamo al sicuro, siamo nella nostra zona di comfort conosciuta, semplice e lineare ma di nuovo in realtà stiamo involvendo; siamo orientati al problema da risolvere in allerta costante, perché tanto l’ennesima sfortuna è vicina, siamo prevedibilmente fallimentari in ogni nostra mossa.
Ma così siamo sicuri; sicuri di restare dentro agli schemi noti, dentro al noto e, si sa, il noto è garanzia, il noto è semplice e comodo; l’ignoto, il nuovo spaventano.

Il fatto è che così facendo non andremo mai oltre, non potremmo mai riuscire a cambiare la nostra situazione.
Ma poi, a ben vedere, abbiamo così chiara quale sia la nostra situazione?
E se la mente non vede chiaro l’obiettivo da raggiungere, il corpo si muoverà a tentoni, incespicando ad ogni passo, perché se io non mi pongo come obiettivo quello di stare bene, come posso pretendere che il mio corpo e la mia mente riescano a raggiungerlo nella loro routine quotidiana?
Vivrò di momenti, momenti di evasione, momenti di spensieratezza, momenti di relax, momenti più o meno intensi, nei quali potrò sentirmi di stare bene, per poi ritornare prepotentemente nella mia situazione di prigionia.

Alla fine, la mia prigione, per quanto angusta sia, è comunque una garanzia: c’è, esiste, mi ci sono adattato.
Invece là fuori non so cosa troverò, non c’è nessuna garanzia che troverò possibilità diverse per me.

E invece bisogna sempre provare, provare ad imparare di nuovo, imparare nuove forme di pensiero, ampliare il proprio repertorio di prospettive.

Vivendo solo di momenti, inevitabilmente si percepisce solo l’aspetto negativo della nostra vita, quel momento, ormai eternamente lungo, di malessere, nel quale siamo costretti a vivere.

Non vediamo il segreto della nostra esistenza e quindi non potremo mai effettivamente ammettere di stare bene.
In questo è necessario comportarsi come i bambini, che hanno una grandissima fame di emozioni che, con la loro spontaneità, sono sempre completamente orientati ad un unico obiettivo: voglio stare bene.

Quanti adulti conosciamo che mascherano la propria paura con rigidità?
Quanti indossano un sorriso finto per nascondere un disagio provato?

Ok, sarà anche la società che ce lo impone, eppure siamo arrivati ad un punto tale, che questo mascherare le emozioni che sentiamo, ci porta a nasconderle anche a noi stessi.
E così perdiamo la sintonia; il nostro corpo e la nostra mente sentono cose diverse, viaggiano su binari paralleli che non si incrociano più, non comunicano più tra loro e, se lo fanno, sembrano usare canali differenti, rendendo difficile, se non impossibile, tale comunicazione.

Siamo dunque così approdati al vero nodo della questione:
L’essere umano è un sistema perfettamente integrato e in questo i bambini sono dei maestri.
Quando la mente e il corpo compongono insieme un unico sistema, quando mente e corpo riescono ad essere in stretta relazione tra loro,

allora siamo sulla strada buona per raggiungere il benessere interiore

 

Tratto dal libro: “MindWellness: Un percorso in tre tappe per ritrovare lo stato di benessere
di Sarah Chreyha – puoi trovare il libro qui: https://amzn.to/2JmMNRp

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